Deutsche Bank and European Court

La Corte Europea obbliga le aziende a dotarsi di un sistema di timbratura più affidabile

La Corte Europea si è pronunciata per la tutela dei diritti dei lavoratori e ha obbligato Deutsche Bank SAE a dotarsi di un sistema «oggettivo, affidabile e accessibile» di misurazione presenze, invitando gli Stati Membri a prevedere una legislazione in tal senso.

Sistemi di rilevazione presenze: arriva l’obbligo

In Italia siamo abituati a sentir parlare del ricorso a sistemi di rilevazione presenze, timbratura e tornelli, per finalità di controllo su dipendenti che si rendono protagonisti di comportamenti di dubbia morale.

Non è solo il caso scoppiato alcuni giorni fa, né si tratta di episodi isolati, ma di un fenomeno tutto italico che ha toccato tinte persino picaresche se solo pensiamo ai pingui funzionari in mutande e ad assenteisti pizzicati al bar con le buste della spesa.

Questa volta, però, la logica sembra essersi invertita. Sì, perché tutto è iniziato con un’istanza presentata dal sindacato dei lavoratori spagnolo Federación de Servicios de Comisiones Obreras (CCOO) contro Deutsche Bank SAE. Ad essere più precisi le sigle sindacali che si sono costituite nel caso in esame sono state molte: la FES-UGT, la CGT, l’ELA e la CIG. Sono intervenuti, inoltre, anche il Governo spagnolo, quello ceco, quello del Regno Unito e persino la Commissione Europea.

La sentenza obbliga ad utilizzare un sistema di misurazione presenze che consenta un dato «oggettivo, affidabile e accessibile».

La Sentenza è del 14 Maggio 2019 e obbliga gli Stati membri dell’UE ad adottare una normativa interna che imponga alle imprese di utilizzare un sistema di misurazione presenze che consenta un dato «oggettivo, affidabile e accessibile».

Il passaggio saliente della sentenza è il 60, dove si legge:

60. Di conseguenza, al fine di assicurare l’effetto utile dei diritti previsti dalla direttiva 2003/88 e del diritto fondamentale sancito dall’articolo 31, paragrafo 2, della Carta, gli Stati membri devono imporre ai datori di lavoro l’obbligo di predisporre un sistema oggettivo, affidabile e accessibile che consenta la misurazione della durata dell’orario di lavoro giornaliero svolto da ciascun lavoratore.

Secondo Peoplelink la mancanza di sistemi rispondenti alla sentenza è una carenza diffusa nel nostro Paese. La testata elenca i dati di uno studio pubblicato nel 2019 che ha fotografato la situazione:

  • In Italia il 60% delle aziende non sa quanti dipendenti siano attivi in un dato momento e in un dato luogo.
  • Sempre in Italia il 39% non utilizza strumenti digitali per rilevare le presenze dei lavoratori, percentuale che sale al 69% se si tratta di collaboratori esterni o freelance.

Rivoluzione digitale e rilevazione presenze: le risposte di Mobyx

Questa situazione può essere causata da molteplici fattori. Quelli che sono stati riscontrati più spesso negli ultimi anni sono principalmente:

  • la diffidenza del management verso i sistemi cloud e la falsa percezione che un server in house sia più sicuro e protegga meglio le informazioni;
  • la diffidenza dei dipendenti verso applicazioni che pensano possano spiarli;
  • la dispersione dei software aziendali che non comunicano tra loro;
  • la difficile transizione alla digitalizzazione soprattutto per le micro e piccole imprese;
  • la costosa adozione di sistemi di timbratura tradizionali – dal cartellino al badge – nel caso in cui l’azienda abbia più sedi, numerosi freelance, personale in body rent o in outsourcing, attività di assistenza tecnica e installazioni in diversi cantieri e in mobilità.

Scalabile, integrabile e cloud, grazie all’architettura basata su web service e API il più flessibile sistema di timbratura sul mercato

Grazie all’architettura basata su web service e API è facilmente inseribile e integrabile agli altri software di gestione presenti in azienda. Non avendo dispositivi fissi da varco, non comporta investimenti cospicui di infrastruttura. È scalabile (si paga con canone utente/mese), è configurabile e parametrico (si possono creare infiniti gate di timbratura geolocalizzati).

Mobyx incontra i requisiti obbligatori della sentenza (ed è anche compliance al GDPR)

Naturalmente Mobyx è un sistema digitale di rilevazione presenze e timbratura virtuale che risponde alle caratteristiche richieste dalla sentenza. Forse è pleonastico scriverlo, ma per i più refrattari al cambiamento, è giusto sottolineare che questo tipo di sistemi – e Mobyx non fa eccezione – rispondono ai requisiti richiesti dal Regolamento Europeo 679/2016 (il cosiddetto GDPR).

Per imprese lean 

Mobyx è una soluzione semplice, configurabile e a portata di tutte le aziende. È costituita da un’App da installare sugli smartphone dei dipendenti (e sarà bene dire subito che l’App non ha accesso alle informazioni personali), da un server cloud che raccoglie i dati in forma criptata e li archivia in modo sicuro, e da un portale web a cui gli incaricati responsabili accedono con credenziali specifiche.

Chi sceglie Mobyx ha l’obiettivo di adottare una tecnologia più flessibile e meno onerosa, senza costi fissi.

Come funziona un sistema di rilevazione presenze del nuovo millennio?

Mobyx geolocalizza i gates di accesso alle aree di lavoro e consente la timbratura da parte del dipendente con una sua azione volontaria mediante l’applicazione installata su smartphone. L’azione di timbratura va a buon fine se il dispositivo assegnato al dipendente si trova all’interno dell’area prestabilita del gate di timbratura che è definita da coordinate geografiche e tecnologia Geofence, o dall’intensità del segnale SSID di una rete WiFi.

La necessità della raccolta del dato è comprovata dal fatto che le timbrature sono indispensabili per redigere il foglio presenze ed elaborare la busta paga. Allo stesso modo vi è garanzia di proporzionalità in quanto i dati raccolti riguardano meramente l’ora e il luogo della timbratura riferiti al dipendente. Si ribadisce che la timbratura avviene solo su azione volontaria del dipendente.

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